Tempo di Pasqua
E’ tempo di Pasqua e in cucina è tempo di agnello. Stanco delle stesse ricette della tradizione, mi è venuto in mente un viaggio meraviglioso fatto anni fa in Marocco.
Il Marocco è un paese di una bellezza unica. Una varietà di paesaggi impensabile per quelle latitudini. Dal mare alle montagne alte fino a 4000 metri. Passando per l’altopiano, si scende più in basso attraverso le coltivazioni di datteri dense di colori. Per finire il deserto così incredibilmente diverso perchè in continuo movimento grazie al vento che modella le dune.
Altra cosa interessante del Marocco è che si mangia bene. Non sono molte le ricette, comunque tutte squisite. L’agnello è un ingrediente molto usato e le ricette sono, da zona a zona, diverse. Il tajine di agnello con prugne e mandorle è una delle più buone e ben rappresenta questo paese. Piena di ingredienti colorati e di profumi decisi.
La difficoltà di questa ricetta è la cottura. Si dovrebbe usare il tajine, un recipiente di terra cotta formato da un piatto e un coperchio a forma di cono che permette una cottura lenta ed umida.
Il tajine lo si può acquistare facilmente nei mercati rionali dove ormai cibi e vettovaglie per cucina etnica sono diffusi.
Se non abbiamo un tajine possiamo comunque ripiegare su una pentola capiente senza dimenticare le caratteristiche principali di questa cottura : lenta e soprattutto umida.
Maestro il voto te lo do io : 10 e lode!
Guarda un po’ chi parla di cucina povera? Il maestro Gianfranco Vissani. Sfoglio una rivista nella sala d’attesa del mio medico e trovo un suo articolo in cui si lancia in una dissertazione sulla tradizione della cucina toscana che , cito, ” ha dato il meglio anche in piatti poveri che ancora restano tra le eccellenze del nostro Paese”. E giù ad elencare piatti per me splendidi e pieni di ricordi come la pappa con il pomodoro (chi la dimentica quella giornata da Lulù a Fiesole: “te la fo, così te tu ti ricordi quand’eri bambino”) o la ribollita (mangiata per la prima volta in viaggio di nozze sulle colline senesi, le famose Crete). Per finire la panzanella., forse uno dei piatti che più interpretano il concetto di cucina povera, preparata con quello che si ha, soprattutto con il pane raffermo allora secco, quindi avanzato, da recuperare.
Ma ciò che il famoso cuoco descrive con dovizia e superba maestria è il castagnaccio. Si sente dalla sue parole che piace davvero anche a lui! Dice : “il castagnaccio, un piatto di sussistenza, una combinazione di gusti così azzeccata che, secondo una leggenda popolare, le foglioline di rosmarino utilizzate per profumarlo costituirebbero un potente elisir, capace di far innamorare la persona a cui viene offerto”.
Caspita amici, un pugno di farina , un pizzico di sale, un cucchiaio di olio, una manciata di pinoli, altrettanta di uvetta, un po’ d’acqua e naturalmente le foglioline di rosmarino sono sufficienti per garantirci il paradiso!
Grazie Vissani. Per questo ti do 10. Grazie anche perchè hai scritto nostro Paese con la P maiuscola. Anche se c’è qualcuno che si impegna per farlo apparire diverso , il nostro è davvero un grande Paese. Allora meriti la lode!
Costruire l’amicizia
Sono passate le festività, abbiamo riposto gli addobbi natalizi , sono restati i ricordi.
Per capodanno abbiamo avuto il piacere di ospitare degli amici fraterni.
Sapendo della mia passione per la cucina ci siamo messi a discutere di cucina povera. Li ho stuzzicati sull’argomento.
In questi casi sono le donne che la fanno da padrona e in particolare, in questa occasione, due delle mie amiche erano pugliesi. Che spettacolo! Una sfida a ricordare, a pronunciare nomi in un dialetto, per me impraticabile, incomprensibile ma pieno di sonorità.
Accanto a tante ricette famose come le orecchiette con le cime di rapa, ne sono emerse altre meno conosciute ma altrettanto saporite.
Nel ricordo di tante ricette sempre è tornata la nostalgia dei profumi e dei sapori perduti.
Le melanzane pugliesi, comprate lì sono un’altra cosa.
Ti ricordi la rucola? Quella vera, quella del campo. Si la mia mamma la cuoceva coi Cicatil .
Le vedi allegre , non osi chiedere.
Sveglia. i Cicatil sono le orecchiette fatte in casa , quelle che fai con la punta del dito.
Un’altra arte tramandata, simile alla pasta sfoglia.
Per ringraziamento alle mie care amiche pugliesi ho aggiunto delle loro ricette. Spero siano di vostro gradimento.
Non ho avuto ancora il tempo di provarle tutte ma solo a sentirle descrivere, ad occhi chiusi le ho gustate, apprezzate. E’ vero l’amicizia condisce tutto.
La pasta sfoglia
Avere in casa una ‘azdaura‘ è una fortuna impagabile. Queste signore tra le tante cose, sono capaci di creare delle sfoglie meravigliose dalle quali poi ricavano paste sublimi. Non esiste paragone tra una tagliatella tirata al mattarello e una confezionata anche di buona qualità. Certo chiamare Azdaura una donna dei nostri tempi è un po’ limitativo. Le azdaure di una volta, si occupavano principamente della casa. Cominciavano al mattino presto si faceva il soffritto, qualche giorno il pane, spesso la sfoglia.
Per fare la sfoglia, oltre due buone braccia, ci vuole poco solo uova e farina. E’ la tecnica che è difficile.
Così le mamme la insegnavano subito alle loro figlie ancora bambine. Era una delle cose importanti che segnavano un passaggio, come quando inizi la scuola o passi alle superiori. Queste bimbette di otto dieci anni che arrivavano appena al tagliere imparavano in fretta ad impastare e tirare la pasta con il mattarello. Il passo successivo era imparare a tagliare con il coltello la pasta . Lo strumento era difficile, pericoloso e l’abilità si conquistava un po’ alla volta, con cautela, sotto l’occhio vigile della mamma. Io penso davvero che le mamme facessero e fanno ancora un grande regalo alle proprie figlie tramandando questa loro abilità.
In un paese vicino a dove abito , ogni anno c’è una gara di sfoglia. Quasi sempre non più di una trentina di persone si sfidano. E’ bello andare a vedere. Ci sono anziane signore, giovani donne, molte badanti che hanno imparato dalle loro assistite e perfino uomini, per altro bravi. Così ho pensato che potesse essere una cosa gradita a tutti coloro che si vogliono avvicinare a questa arte, che desiderano imparare, un piccolo manuale che illustra come si realizza una sfoglia.
Lo potete scaricare gratuitamente ( altrimenti che regalo è!)
Imparate e non smetterete più di deliziare i vostri cari con le vostre prelibatezze.